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CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA

  • cosa: Chiesa intitolata alla Santissima Annunziata
  • età: XVI – XVII sec.
  • motivi per una visita: il dipinto dell’Annunciazione, il Crocifisso ligneo del XVIII, l’altare marmoreo intitolato a San Francesco d’Assisi, la settecentesca vasca battesimale
  • dove: Corso Vittorio Emanuele, 299
  • a chi rivolgersi:  

Descrizione:
All’interno la navata unica è voltata a botte, su di essa si aprono tre cappelle per lato comunicanti tra loro e si conclude con abside semicircolare.
A causa dell’umidità la decorazione a stucco dell’interno è andata perduta, ma i recenti restauri hanno dato all’insieme un senso di luminosità che amplifica lo spazio.

Più precisamente…
Di particolare interesse il Crocifisso ligneo della seconda metà del XVIII secolo di ignoto scultore campano, nella cappella a destra del presbiterio; l’altare marmoreo oggi intitolato a San Francesco d’Assisi e collocato nella terza cappella a sinistra; la vasca di un fonte battesimale datata 1761, in marmi policromi, opera di marmorari attivi a Cagliari dall’inizio del XVIII secolo, nella navata centrale. L’altare maggiore, dal disegno classico in marmi policromi, ospita il dipinto raffigurante l’Annunciazione.

Il pezzo forte:
Il dipinto è opera del pittore cagliaritano Giovanni Marghinotti che la eseguì nel 1829 su commissione del re di Sardegna Carlo Felice. La tela manifesta l’educazione accademica dell’autore: il disegno accurato, i colori luminosi, elementi appresi grazie al meticoloso esercizio su modelli settecenteschi

Le date:

  • Nel 1643 una bufera danneggiò in modo irreparabile l’edificio originale.
  • Nel 1645 gli Scolopi ottennero in uso le rovine, ristrutturarono e ampliarono la chiesa che venne intitolata alla Santissima Annunziata.
  • Nel 1866 le leggi sulla soppressione degli ordini religiosi portarono alla chiusura del convento e il complesso venne adottato dallo Stato e adibito a caserma dei Carabinieri.
  • Nel 1871 l’arcivescovo Giovanni Antonio Balta ottenne di nuovo l’uso della chiesa.
  • Primi del ‘900, per consentire l’allargamento del Corso Vittorio Emanuele, si dovette procedere ad alcune demolizioni, fu necessario ricostruire la facciata, terminata nel 1913 nelle forme neorinascimentali che mantiene tuttora.
  • Nel 1920: la chiesa venne affidata ai Minori Conventuali e divenne parrocchia, inaugurata tredici anni dopo dall’arcivescovo Ernesto Maria Piovella.