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  ASMED – Associazione Sarda Musica e Danza  

 XVIII Festival Internazionale Nuova Danza 

Presentazione

 

Sono giovani. Pieni di idee. E anche di talento. Da Montreal a  Parigi, passando per Bruxelles e Losanna, le loro coreografie hanno già avuto il battesimo della grande passerella. Non solo: hanno ricevuto pure l’applauso della critica che conta. Quella più severa ed esigente. In Italia, invece, i loro nomi sono ancora sconosciuti. Ma per poco. Perché alla prossima edizione di «Nuova Danza», il festival organizzato dall’ASMED di Cagliari dedicato alle nuove tendenze e ai percorsi di ricerca della coreografia contemporanea, sta per arrivare un drappello di coreografi e ballerini emergenti d’oltralpi e d’oltreoceano senza dimenticare il made in Italy rappresentato qui dai nomi eccellenti di alcuni artisti dal sicuro talento. Saranno tante notti di coreografie, quelle offerte da «Nuova Danza», festival molto particolare e «unico» in Sardegna, che si svolgerà in gran parte a Cagliari, coinvolgendo anche i centri di Oristano, Porto Torres, Paulilatino. Il programma, che susciterà e terrà desta l’attenzione di un folto pubblico vecchio e nuovo, si presenta come un autentico laboratorio di confronto coreografico ed evidenzia la ricerca dell’incontro tra i vari generi, mescolando modernità e tradizione. 

 In questa ultima edizione, il cartellone comprende 12 compagnie e una ricca proposta di stages con affermati e consolidati «maestri», una serie di incontri e conferenze sul futuro della danza con la partecipazione di noti critici e studiosi.

Fin dall’apertura del festival, affidata al progetto «I percorsi dell’Io», cinque distinte coreografie si metteranno a confronto sul palco dell’Auditorium di Piazza Dettori, rimesso a nuovo dal Comune, per trovare una felice sintesi:  l’estetica del contemporaneo Claudio Bernardo  (“Géométrie de l’abìme”) di Bruxelles, ormai punto di riferimento della nuova danza europea,  a riprova ulteriore della vivacità artistica del Belgio; l’avanguardia della danza di Paco Decina (“Lettre au  silence”) un napoletano trapiantato in Francia che ha raccolto consensi con una coreografia all’ultimo Maggio Fiorentino su musiche originali di Battiato;  la ricerca  all’interno del proprio io  che accomuna due coreografe-ballerine come Angela Torriani  (“Details”) e Milena Zullo («Estratto  da Ego figlio%u2026ego madre»), signore molto contese della scena del presente; ed infine la formidabile coppia costituita da Ricky Bonavita e Theodor Rawyler,  che presentano «Interiors» che ne ha rivelato il talento. 

Sono due serate di «assoli» con coreografi che fanno progredire la danza dimostrando genialmente l’attualità della riflessione  e, nello stesso tempo,  la vitalità di una danza che si dispiega libera, con squarci di improvvisazione, su un sontuoso tappeto sonoro di musiche originali. Grande sincerità artistica da parte dei creatori.  Assolutamente da non perdere.

Non poteva mancare il «Balletto di Sardegna» (l’unica formazione professionale dell’isola, creata e diretta da Paola Leoni) che  mette in scena in prima nazionale lo spettacolo dal titolo «Difesa dell’innocente – Passio Christi»,  che è la terza stazione di una trilogia pensata per l’anno giubilare.

Si preannunciano incandescenti e si ispirano alle tematiche della «Danza e il Sacro». Sono gli spettacoli di due compagnie provenienti dal Canada che il Festival dell’Asmed presenta in «prima europea». Zab Maboungou – con lo spettacolo «Incantation» – è di origine franco-congolese ed è considerata, in Canada, la pioniera della danza africana. Non è solamente coreografa e danzatrice, ma anche scrittrice, compositrice, docente di filosofia, fondatrice e direttrice della Compagnie  Danse Nyata Nyata. Ha sviluppato un metodo di insegnamento basato sui «ritmi del respiro», che ha illustrato in un libro sulla danza africana. Incantation è un esempio di «danza di energia», che Zab  Maboungou trasmette attraverso l’uso della voce, del corpo e delle percussioni.

Ma la sorpresa del festival potrebbe venire  da Howard Richard, nativo di Montreal, che ha fondato una compagnia i cui tratti caratteristici sono il senso del classicismo unito ad un’intensa fisicità. Howard Richard ha creato coreografie per numerose compagnie di danza (Les Ballettes Jazz di Montreal e Le Ballet National del Quebec: per citare le più note) ma si è pure affermato nelle magistrali produzioni di Hollywood. «Dolorès», l’ultima produzione di Howard Richard è anche lo spettacolo che porta a Cagliari. E’ la storia di una donna, interpretata dall’eccezionale Sophie Janssens, danzatrice belga, che lotta per ritrovare se stessa.

A questo punto, presentiamo uno spettacolo, prodotto dal Balletto della Fondazione Piccinni di Bari, per la coreografia di Giuseppe Mintrone. «Histoire du Tango» è uno spettacolo musicale dal vivo (con l’Ensemble Cactus) e di danza, storia e rito, personaggi e testi dalla cumparsita ad Astor Piazzolla. In questo spettacolo si racconta la storia del tango e si tracciano i ritratti dei suoi principali interpreti e dei suoi «cantori», si riportano i testi dei tanghi più famosi (la voce recitante è di Ugo Sbisa). 

Ma il vero piatto «forte» del festival sono le coreografie «Bach 1043» e «Trepak» (in scena il 25 novembre) del Linga, compagnia svizzera che presenta una nuova produzione che si sviluppa attorno alle esperienze delle nuove generazioni che collegano tra loro i due millenni.
Spettacolo di grande impatto emotivo ci butta in faccia il dolore di vivere ma senza deprimerci. Katarzyna e Marco cercano la danza assoluta, il vuoto ossessivo della messa in scena riempita solo da corpi drammatici. Inseguono la purezza radicale di un balletto antico e nuovo, fatto di sbilanciamenti, viaggi fuori centro, salti infinitamente slanciati, punte come saette, piroette oblique, vertiginosi passi a due, montaggi ferratissimi.

Una serata sarà dedicata a «Inscena: 2° concorso regionale di danza moderna – Vetrina di Coreografie V edizione”, il cui scopo è quello di conferire delle borse di studio, e quindi di formare chi volesse vedere nella danza anche una futura professione.

Il festival chiude i battenti con il coro Gospel «New Millenium Voices» (U.S.A.) impegnati nel tradizionale concerto di natale. 
E’ sempre il momento dei cantanti neri che vengono da altri mondi. E’ la loro voce a incantare: limpida, appassionata, dal registro quasi sovrannaturale: così diversa da ciò che il nostro orecchio comunemente frequenta.

Accanto agli eventi scenici il Festival dedica particolare attenzione all’aspetto formativo e culturale della danza ponendola in rapporto, in una serie di seminari , conferenze e master class, con l’arte, la letteratura, la storia, il potere, la musica, prima ancora che con se stessa e con la sua evoluzione.

La sezione seminari, parallela alla programmazione degli spettacoli, costituita da sei ambiti di approfondimento, farà sì che si diano appuntamento a Cagliari, in sedi teatrali o scolastiche, personalità di rilievo della danza e della cultura.